05 Apr

DSA, BES, ADHD, la didattica inclusiva al Centro Studi Michelangelo di Pistoia

Quando e perché si parla di didattica inclusiva?

Negli ultimi anni si è registrata una maggiore attenzione verso gli studenti che hanno certificate difficoltà nel processo di apprendimento. Stiamo parlando, per esempio, dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, dei Bisogni Educativi Speciali e del Deficit di Attenzione o Iperattività. In Italia la percentuale di studenti a cui viene diagnosticato un DSA è in costante aumento da alcuni anni. 

La normativa scolastica italiana riconosce a questi studenti alcuni strumenti compensativi e/o piani di studio personalizzati. Tali accorgimenti variano in base al tipo di difficoltà riscontrata. Ma in generale è possibile affermare che possono migliorare davvero il percorso di formazione. Lo scopo è aiutare questi ragazzi nel raggiungimento degli obiettivi scolastici, che restano uguali a tutti gli altri studenti.

Purtroppo però le indicazioni delle norme vengono talvolta disattese. I motivi sono molti: innanzitutto le classi affollate. Non è possibile seguire con cura ogni studente se il loro numero è eccessivo. Spesso viene imposto un metodo uguale per tutti, che coincide con la classica lezione frontale, verifica scritta ed orale. Non c’è la possibilità di variare il tipo di lezione o mutare le prove per valorizzare le capacità di tutti.
A ciò si aggiunge l’impostazione di alcuni insegnanti che considerano ancora tutti coloro che non arrivano ai risultati attesi come studenti svogliati. Ciò rende frustrante la frequenza scolastica. Talvolta le difficoltà si scontrano contro alcuni muri difficili da abbattere e lo studio diviene fonte di malessere.

Quale strategia adottiamo al Centro Studi Michelangelo?

Innanzitutto è doveroso chiarire che stiamo parlando di difficoltà nel processo di apprendimento molto diverse fra loro. Il nostro punto fermo è che questi studenti debbano essere inclusi nell’ordinario processo educativo e formativo perché a loro non manca niente. Ne è la dimostrazione il fatto che la diagnosi di DSA viene effettuata solo se l’intelligenza è nella norma.

Ma è opportuno sottolineare come gli strumenti compensativi siano un supporto fondamentale per una didattica inclusiva. Il coordinatore didattico si impegna ad informare e coordinare i docenti, affinché vengano garantite tutte le procedure previste. Per esempio l’uso della calcolatrice per coloro che hanno la discalculia, oppure maggiore tempo nelle prove. Altrettanto significativa è la possibilità di fruire di contenuti digitali per lo studio a casa. Come le nostre dispense online.

Altra considerazione importante riguarda l’attenzione in classe. La presenza attiva alle lezioni garantisce un apprendimento migliore, per questo la scuola deve favorire la maggiore partecipazione possibile. Ma la capacità di prestare attenzione ad una lezione non è uguale per tutti. Diviene quindi indispensabile adattare alle esigenze dei ragazzi l’attività formativa: questo significa lavorare intensamente ma fare piccole pause con molta frequenza. Oppure variare il tipo di lavoro in classe: lezione frontale, esercitazioni collettive, gruppi di lavoro cooperativo, ecc.

Ma il nostro impegno non si esaurisce qui: tutti gli studenti devono potersi esprimere al meglio secondo le loro possibilità. Per questo motivo i docenti cercheranno di valorizzare le capacità di ciascuno studente proponendo esercitazioni e prove di verifica di vari tipi. Per esempio: prove scritte con schemi e riassunti, prove orali, esercitazioni in gruppo, esercitazioni con supporti tecnologici.