02 Feb

IPSOS* segnala che sempre più studenti vivono la scuola con ansiasofferenza, la prima causa dell’abbandono scolastico. 

Cosa si può fare prima che l’anno sia compromesso?

Dal 2010 abbiamo aiutato decine di studenti pistoiesi

che altrimenti avrebbero smesso di andare a scuola,

grazie ad un innovativo metodo basato su relazioni umane di qualità.


Secondo una recente ricerca IPSOS 34mila studenti sono a rischio abbandono scolastico.

Nel 2018 il Ministero della Pubblica Istruzione segnalava un tasso di dispersione preoccupante: il 14,5%.

Le esperienze negative con la didattica a distanza ed il freddo rientro in presenza,

stanno favorendo un forte malessere intorno al mondo della scuola.

Più di 1 studente ogni 7 rischia di lasciare la scuola e non diplomarsi.

Per questo motivo abbiamo dato vita ad un percorso scolastico di tutela, una scuola amica.

 

Contrariamente a quanto si pensi, spesso i ragazzi a rischio non sono svogliati.

In 10 anni di esperienza abbiamo verificato che spesso la scuola è vissuta con dolore,

questo porta inevitabilmente ad allontanarsi.

Nel report “I giovani ai tempi del Coronavirus” viene dipinto un quadro che impressiona: 

adolescenti sommersi da stress ed ansia

… anche a causa di relazioni negative ed incomprensioni con alcuni professori.

Il risultato è che le fragilità non vengono capite ed i ragazzi si sentono abbandonati.

Il disagio che vivono trova riscontro nei dati dell’ASL Toscana: in aumento del 10% i soccorsi per attacchi di panico fra gli adolescenti.

 

Oggi più che mai c’è bisogno di una scuola più umana ed accogliente, una scuola amica della formazione, contro l’abbandono scolastico.

 

Abbiamo parlato con 27 ex studenti che negli anni passati stavano per abbandonare la scuola,

ma sono riusciti a finire con successo il percorso scolastico anche grazie al nostro supporto.

Tutti ci hanno riferito che si sono sentiti rinascere perché con l’entrata al Centro Studi Michelangelo hanno ritrovato la serenità in aula.

Di conseguenza sono migliorati i rapporti a casa con la famiglia

… ed è tornata la fiducia in se stessi.

Adesso alcuni di loro studiano all’università, qualcuno si è laureato;

altri lavorano nella ditta della propria famiglia ed altri ancora stanno cercando lavoro, 

con la consapevolezza di non fermarsi davanti alle difficoltà della vita.


La nostra soluzione all’abbandono scolastico è il metodo della scuola amica:

  1. Relazioni umane di qualità.
    Parlando con i ragazzi emerge chiaramente che una delle difficoltà più grandi che incontrano a scuola è la freddezza o la lontananza dell’istituzione.

    Vogliamo essere chiari su questo tema: non è sufficiente essere competenti nella materia per poter insegnare.
    Una scuola che funzioni veramente deve avere professori che amano stare con i ragazzi.
    Chi sta con gli adolescenti deve saper accogliere, non escludere.

    Deve saper tutelare e motivare, non umiliare; come purtroppo spesso si sente raccontare.
  2. Didattica attiva e calibrata sugli studenti.
    Spesso si sente parlare di professori che spiegano per ore,
    verificano con un compito in classe e poi vanno avanti, quale che sia il risultato.
    Non è colpa del singolo insegnante, ma del sistema scolastico italiano basato sulle scadenze burocratiche anzichè sul benessere di studenti e docenti.
    Il nostro segreto è rispettare i tempi dei ragazzi, comprendere le difficoltà, tenere lezioni in cui loro partecipano in modo attivo, senza essere giudicati.
    Le verifiche sono formative! Questo significa che il voto passa in secondo piano, l’obiettivo è capire cosa dobbiamo rivedere in classe.
    Non si lascia indietro nessuno, non si abbandonano gli studenti; perché non sono numeri ma persone.


Con questi princìpi siamo diventati un’oasi per chi si è perso nel deserto della scuola a Pistoia.

 

Con il rientro in presenza, ci stiamo concentrando sui nostri studenti, non sulla burocrazia.

Attualmente, in un periodo così complesso, stiamo accogliendo più studenti di quelli che ci aspettavamo.

Abbiamo da poco terminato i posti per la classe quarta e stiamo valutando se creare una nuova classe parallela, vista la richiesta.

Evidentemente alcune scuole pubbliche non hanno saputo affrontare la didattica a distanza nel migliore dei modi.

 

Come spieghiamo in questo articolo ANSA:

con il ritorno in classe i ragazzi avrebbero avuto bisogno di accoglienza, di socialità, di parlare fra loro e con gli adulti di riferimento.

Si sono invece trovati di fronte alla freddezza delle procedure:

  • un muro di verifiche,
  • una tabella di marcia serratissima,
  • il recupero frenetico del tempo perso nel primo quadrimestre.

Quello che il sistema scolastico non può o non vuole capire è che non c’è reale apprendimento in questo modo,

solo mero adempimento burocratico.


Tutelare i ragazzi e le ragazze significa innanzitutto non considerarli numeri, ma persone.

Gli studenti non si devono sentire male per venire a scuola, altrimenti il rischio di abbandonare il percorso formativa sarà sempre dietro l’angolo.

Per conoscere in modo più approfondito la nostra idea di scuola, ti invito a consultare la pagina della scuola amica. Oppure chiamaci allo 0573 534518, saremo lieti di rispondere ad eventuali domande o curiosità. 

 Salvare gli studenti dal rischio di abbandono scolastico.

La scuola positiva del Centro Studi Michelangelo a Pistoia, la soluzione all’abbandono scolastico

* Istituto di sondaggi fondato nel 1975, con sede a Parigi.

MIUR